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Navigare su Internet in paesi extra-europei

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Come si ricordava nel post precedente in Europa (UE) un accordo tra gli operatori e gli stati pone un tetto al roaming dati e quindi previene la eventualità di conti esagerati. Una situazione che può invece ancora verificarsi nel caso in cui siamo in paesi extra-europei ed il contratto che utilizziamo è in abbonamento, anche se prevede il blocco del traffico o la riduzione della velocità senza costi aggiuntivi. Difatti anche i contratti che prevedono questa limitazione solitamente la escludono per paesi extra-europei. Nel caso in cui vi dimentichiate di disabilitare il roaming dati e qualcun altro (figli e parenti) usi il vostro tablet o voi stessi lo facciate non accorgendovi che non siete in wi-fi, la connessione può partire e continuare senza limiti, con effetti assai consistenti sul conto telefonico. Nel caso sia invece un contratto prepagato ricaricabile quello che avviene è soltanto il rapido azzeramento del credito e quindi il blocco della navigazione, senza grand...

Telefonare all'estero

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Il roaming dati no-limits e' stato abolito anni fa in Europa e i conti a sorpresa da migliaia di euro (per chi è a contratto) non sono più un rischio (ma solo in Europa: attenzione). Il costo per la chiamata e per gli SMS, soprattutto se è extra continentale, può essere però lo stesso molto più elevato che da noi, e scaricare in poco tempo il nostro credito. La soluzione ci sarebbe e si chiama Internet. Con una connessione al web si può telefonare o video chiamare con Skype o con Hangouts a costi molto bassi (poche decine di centesimi per chiamate brevi ) . Il condizionale è d'obbligo perché sono necessari due pre requisiti solo apparentemente banali: wi-fi gratuito offerto dalla struttura ricettiva dove siamo e qualità della connessione. Il Wi-fi gratuito e' diffuso ma non è la regola, e se è a pagamento bisogna vedere quanto costa, per quante ore consente l'accesso e quante device può collegare (tipicamente ne servono almeno due, smartphone e tablet, se non tre p...

Kit di resistenza per viaggi transoceanici

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Con gli aerei a lungo raggio più recenti dotati di motori sempre più potenti, come il Boeing 777 o l' Airbus A330 , ma anche con il vecchio 747, la classica trasvolata transoceanica verso le Americhe dura meno di 10 ore, in particolare al ritorno verso Est (verso casa nostra) grazie a venti a favore in quota. Dieci ore che però sono sempre tante, e possono diventare molte di più se si aggiungono 1 o 2 scali tecnici. Una soluzione ampiamente adottata per coprire più destinazioni sia di arrivo sia di partenza e quindi abbassare i costi riempiendo l'aereo. Ogni scalo porta via minimo un'ora (ma spesso si arriva a 2-3, sempre senza scendere dall'aereo) e come niente si arriva così a 13-15 ore di volo a cui si aggiungono le rituali 3 ore richieste con anticipo per l'imbarco dalle norme di sicurezza. Sulle lunghe tratte o long haul la formula low cost non è arrivata ancora e quindi il servizio a bordo comprende quasi tutto, bevande, un pasto pieno e un pasto light, ...

Il nuovo mercato di Testaccio a Roma

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Le città del mondo stanno diventando tutte uguali, a causa della proliferazione delle grandi organizzazioni di shopping internazionali. Stessi negozi di vestiti, stessi ristoranti e bar, stessi negozi creativi. Non è quello che cerca il viaggiatore. Vorrebbe invece entrare in contatto con qualcosa di caratteristico della città in cui sta vivendo per qualche giorno, che lo avvicina alle abitudini di vita di chi ci abita. Che potrà ricordare. A Roma, si può fare questa esperienza nei mercati rionali, almeno in alcuni di essi. Un tempo e in parte ancora all'aperto, in piazze o strade permanentemente occupate da banchi fissi, e adesso progressivamente spostati in aree chiuse. Mantenendo però, quando il trasferimento è progettato bene,  le stesse caratteristiche di forte interazione tra chi compra e chi vende, convenienza e prodotti tipici della città. Una alchimia non facile da ricreare, ma con impegno ci si riesce. Come nel mercato di Testaccio , ormai decollato e molto frequentato...

I colori dell'autunno

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La stagione più scenografica dell'anno, se vogliamo fotografare la natura. Che possiamo però cercare i luoghi più emozionanti anche fuori dai percorsi più noti, tipo Canada o New England. Ad esempio qui: La foto è stata ripresa (con un iPhone) a fine settembre su uno dei due Laghi di Monticchio, che si trovano in Baslicata, non distante da Rionero in Vulture e dal confine con la Campania. Non facilissimo arrivarci, ma per noi più raggiungibile del Canada o del New England. Sullo stesso lago (il lago piccolo) l'antica è imponente abbazia di San Michele. Si gira tutto a piedi. Mi dicono che a volte la domenica ci può essere un po' di gente, gli altri consentono di godere meglio della pace dei laghi. Le indicazioni di Google Maps a seguire.

La Casina delle Civette a Villa Torlonia

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Come sanno tutti i lettori di Wikipedia, dentro Villa Torlonia si può incontrare, proprio vicino al perimetro esterno, questa originale costruzione, in stile più o meno alpino, che era il buen retiro preferito del principe Giovanni Torlonia junior fino agli anni '30. Ampiamente danneggiata dall'uso improprio della villa dopo la guerra (accampamento militare), dagli anni di abbandono fino all'acquisto da parte del Comune di Roma ai tempi del sindaco Petroselli e dell'assessore Nicolini (1978), e infine da un incendio pochi anni dopo, la Casina delle Civette è stata infine restaurata alcuni anni fa ed ora è un piccolo museo gioiello di Roma, uno di quegli itinerari insoliti o meno frequentati, ideali per il turista-viaggiatore che vuole stare lontano da luoghi che inevitabilmente saranno rovinati dal turismo di massa (e non gli lasceranno grandi ricordi). Pur essendo originale nella struttura e avendo una storia interessante, intrecciata alle vicende controverse del...

Un angolo di Giappone a Roma

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Non parliamo di ristoranti, ma di giardini in puro stile orientale, come noto del tutto diverso dal nostro approccio occidentale, che sia nello stile italiano, francese o inglese. Per apprezzare la magia di un giardino giapponese, organico o zen che sia, bisognerebbe investire il tempo, l'impegno (e i soldi) richiesti da un viaggio nel controverso ma affascinante paese del Sol Levante, prendere un aereo e scendere a Kyoto, soggiornare nelle locande tradizionali (ryokan) e magari esplorare (in treno) luoghi ancor meno battuti nel Nord dell'arcipelago. A Roma però è possibile un assaggio, una breve immersione nell'armonia tra natura, scorrere del tempo (e noi), obiettivo del giardino giapponese, grazie al Centro di cultura giapponese, nato parecchi anni fa (nel 1962) e ospitato in una sede che, anche come scelte architetturali e materiali, rispetta le regole dell'abitazione tradizionale, pur se adattata alle esigenze di una costruzione moderna. Oltre che iniziative ...