Un classico itinerario: i giardini di Ninfa

Per chi vive a Roma o a Sud della capitale è una classica gita domenicale da anni. Sono i giardini creati a partire dai primi anni del secolo scorso dai noti principi Caetani sulle rovine dell'antica città di Ninfa, punto di snodo sulla via Franchigena nel Medio Evo e poi distrutta durante varie diatribe tra papi dell'Oriente e dell'Occidente, imperatori più o meno ariani e famiglie nobili dell'alto Medio Evo, con il celebre Papa Bonifacio VIII tanto amato da Dante in mezzo anche a queste vicende.

Un giardino all'inglese, improntato al "ordinato disordine" e pieno di piante esotiche (inclusi altissimi bambù) favorito dall'abbondante e freschissima acqua che arriva dalle sorgenti dell'antica città di Norba (ora Norma) sovrastante i giardini sui Monti Lepini che ne fanno cornice.
Tutte vicende che si possono leggere su Wikipedia o altre 1000 fonti, o ascoltare dalla guida che conduce le visite guidate (obbligatorie) a gruppi di 50 persone intervallate di mezz'ora. Da prenotare assolutamente se si vuole visitare Ninfa nel WE. Circa 1 ora e mezza per la visita, incluso il più piccolo ma gradevole giardino all'italiana.

Da Roma si raggiunge in circa 1 ora e mezza, il ritorno la domenica sera se si fa la ben nota Pontina (che collega parecchi luoghi di villeggiature dove parecchi romani hanno la seconda casa) può richiedere anche 3 quarti d'ora in più. Google Maps ce lo dirà con precisione.

Consigliata la visita all'inizio della primavera, per via delle fioriture, o inizio autunno, per la varietà di colori. Ma anche in estate i giardini sono sufficientemente freschi.

Un po' di foto molto "standard": i giardini non sono facilissimi da fotografare, è natura pura, non spettacolare.











Un angolo di Roma

Un angolo poco noto di Roma, la scalinata di Piazza Iside, nel Rione Monti.


(La foto è anticata da Google Foto, ma è stata scattata ad aprile 2017)

Il Duomo di Fidenza secondo Google Foto

Non solo Siri, anche Google Foto ha un assistente (virtuale) che prende pure iniziative. Come fare una elaborazione su una mia foto standard fatta di notte con un iPhone SE e propormela gentilmente. Il risultato è questo.

In treno un Italia - Istruzioni per l'uso

La rete in alta velocità che copre buona parte del territorio nazionale (anche se non ancora il Sud) ha cambiato fortemente le abitudini dei viaggiatori che usano molto meno l'aereo o l'auto propria per viaggi interni dove il treno è vincente sia per tempi sia per costi.


I costi
Partiamo dai costi perché evidentemente viaggiando da tot persone in su di una stessa famiglia l'auto diventa ovviamente più conveniente. Un tempo bastava che fossero 2 o 3, ma da alcuni anni e' arrivata la competizione tra due gestori, Trenitalia e Italo, e anche l'adozione da parte delle due compagnie di politiche di sconti mutuate dalle compagnie aeree low cost.
Quindi i biglietti standard flessibili modificabili come orario fino a pochi minuti dalla partenza e usabili più volte esistono sempre, e per viaggiare in due hanno un costo comparabile all'auto, però con tempi sempre inferiori e comodità e fatica ovviamente inferiori. Ma esistono le tariffe low cost, non modificabili ne rimborsabili ma che costano anche meno della metà.

Come sfruttarle al meglio
Per prima cosa è opportuno scegliere per quanto possibile date e orari meno battuti, i giorni centrali della settimana, le ore centrali del giorno, le ore che prevedono un arrivo a tarda sera. Inoltre, come per i voli low cost, prenotando molto tempo prima.
Per seconda cosa confrontare sempre le offerte dei due gestori. Trenitalia fa una politica di sconti meno aggressiva perché ha ancora una rete più estesa ma a volte i suoi prezzi possono essere inferiori ad Italo.
Per terza cosa, ricordare che le tariffe scontate sono disponibili fino a due giorni prima, il giorno prima o il giorno stesso c'è solo la tariffa flex. Salvo offerte last minute direttamente in stazione, per esempio da Italo in appositi punti vendita, almeno alla data di queste note.

Per consultare i prezzi ci sono i siti web e le app dei due gestori da cui si può anche comprare il biglietto online come sempre. Alcune cose da sapere:
• In alternativa c'è la biglietteria telefonica, si chiama un numero gratuito (060708 per Italo ) e un operatore aiuta a individuare la combinazione migliore. Le opzioni di sconto e la possibilità di viaggiare su una classe superiore senza costi aggiuntivi o pagando 1 € in più sono tante e possono sfuggire e quindi questa comoda alternativa e' da valutare e da preferire soprattutto quando il viaggio è lungo. Perché la consulenza ha un costo seppur basso (3 € per biglietto).
• Ci si può registrare come cliente per entrambi i due gestori, si ottengono punti ed è necessario per usare le app. Ma si possono acquistare in questo modo solo biglietti per se' o se viaggia anche chi si è registrato, per l'obbligo di indicare il nome del passeggero.
• Se il treno su cui abbiamo acquistato il biglietto e' soppresso per motivi dipendenti dal gestore (ad esempio per sciopero) è possibile cambiare il viaggio su un altro treno chiamando il numero di assistenza (892020 per Italo, a pagamento e piuttosto costoso, idem per Trenitalia) senza pagare alcun sovrapprezzo, ovviamente chiamando per tempo.
• Controllare sempre anche gli altri sconti (bambini, over 60 ecc.) e applicarli se non già previsti.

Per viaggiare comodi
Le carrozze si distinguono essenzialmente per l'ampiezza dei sedili e lo spazio per le gambe. In prima classe e classi superiori ci sono 3 sedili per fila mentre in quelle più economiche sono 4 e più ravvicinati. Poi ci sono altre particolarità differenziati di tipo marketing ma meno importanti.
Se il prezzo è di poco più alto le carrozze a 3 posti possono anche essere preferibili, ma anche quelle a 4 consentono un viaggio confortevole e lo spazio è sempre superiore ad un aereo in economy. Più delicato l'aspetto clima nel senso che la climatizzazione soprattutto estiva non andrà mai bene per tutti. Portare sempre quindi vestiti comodi ma adattabili.
Per le valigie non ci sono limiti come in aereo, ma i bagagli non in dimensione trolley o simili devono essere lasciati in prossimità delle uscite e questo può generare qualche apprensione (non giustificata) usare trolley o borsoni con ruote di dimensioni generose è la soluzione più comode.
Per bevande e acqua se non siete in prima o classi superiori (dove la portano loro) la soluzione più comoda e' quella di Italo con le macchinette distributrici (a prezzi più elevati che al supermercato ma ragionevoli). Chiaramente portare da casa o da dove si parte la solita bottiglietta d'acqua da mezzo litro e' sempre una buona idea. Basta non caricarsi oltre.
Altro elemento di disturbo possono essere gli altri passeggeri (l'importante che non siate voi) che parlano al cellulare ad alta voce o non riescono a controllare i loro bambini irrefrenabili e neanche così piccoli. In questi casi la situazione è peggiore che in aereo, non ci sono hostess e steward e a fare la parte degli antipatici, cercando di non esagerare e puntando all'obiettivo e non a dimostrarvi superiori, dovrete essere voi. Altrimenti ignorare e astrarsi e' d'obbligo.

Accessori piccoli ma obbligatori
Il carica batteria per smartphone e tablet, perché la presa della luce e' sempre disponibile in ogni posto, e la cuffia o gli auricolari infraurali di qualità per ascoltare bene la musica o i film se messi a disposizione. Pochi grammi in più ma che possono essere utili o proprio necessari.

Ottiche per mirrorless

Le macchine fotografiche mirrorless hanno il vantaggio di avere un tiraggio molto ridotto.Il tiraggio è la distanza tra il sensore che riprende le immagine e l'innesto degli obiettivi intercambiabili. Un tiraggio ridotto consente, con un anello di raccordo, di montare tutti gli obiettivi delle reflex tradizionali, sia delle più recenti autofocus digitali e non, sia delle reflex meccaniche degli anni '70 e ancor prima.
Poiché più o meno tutti hanno in casa propria o del papà una reflex d'annata (forse anche due) molto probabilmente non più usata da anni, può essere molto interessante recuperare questi obiettivi, anche perché l'operazione costa poco o pochissimo.
Le mirrorless normalmente hanno formato APS-C, più piccolo del tradizionale 35 mm che usavano le reflex in questione, ma non di molto. Di conseguenza gli obbiettivi delle reflex montati sulla mirrorless hanno una focale più lunga e un angolo di campo più ridotto (il fattore è 1,6).
Gli obiettivi più interessanti da recuperare sono quindi i normali e i medio tele da ritratto o i teleobiettivi molto spinti (anche a specchio eventualmente). Rispetto agli obiettivi in dotazione alla mirrorless hanno il vantaggio di essere molto luminosi (un normale 50 mm è almeno 1,8 e così i medio tele) ed essendo ad ottica fissa in genere anche con risolvenza (determina la nitidezza) più elevata. Obiettivi equivalenti a focale fissa o zoom per la mirrorless hanno costi molto elevati, mentre questi sono gratis.

Anelli adattatori automatici e manuali
Se l'obiettivo da montare sulla mirrorless è manuale sia come messa a fuoco sia come regolazione del diaframma ovviamente non si pone il problema: tutti gli automatismi della mirrorless si perdono. Se invece è autofocus e con controllo elettronico del diaframma dalla macchina, come in quasi tutte le autofocus dagli anni '90 in poi, come gli EF delle Canon EOS, esiste l'alternativa tra anelli manuali e anelli più complessi, che mantengono anche questi automatismi (e perfino lo stabilizzatore d'immagine se presente). Una complessità che ha un costo, si parte dagli 80-90 € degli anelli prodotti da vari marchi made in China e dintorni alle centinaia di Euro degli apprezzati anelli Metabones, giustificabili quindi se il costo dell'obiettivo da riutilizzare era veramente consistente.

Il funzionamento in manuale
Un normale anello manuale, quindi privo di qualsiasi automatismo e costituito solo in pratica da due innesti, costa invece tra 10 e 20 € e consente di sperimentare questa possibilità in piena tranquillità. Inoltre, le mirrorless consentono di sfruttare buona parte delle loro caratteristiche anche senza integrazione con l'obiettivo. Vediamo come.

Diaframma o non diaframma
L'obiettivo da montare può avere o non avere il controllo del diaframma (tutti quelli più recenti non ce l'hanno). In questo caso una limitazione è inevitabile: la ripresa potrà avvenire solo a tutta apertura. Non è in realtà un grande problema perché nei tele obiettivi spinti si utilizza comunque spesso la piena apertura invece di diaframmare, per mantenere più veloce possibile il tempo di posa, i tele a specchio funzionano già all'origine solo a tutta apertura e i tele da ritratto si usano anche loro spesso a tutta apertura per sfocare lo sfondo e isolare il soggetto. Una funzionalità molto richiesta e simulata nelle digitali più recenti, che qui si recupera con la massima semplicità.

Abilitare l'obiettivo sconosciuto
Su molte mirrorless potrebbe essere necessario abilitare l'obiettivo estraneo che non comunica i suoi dati, altrimenti la macchina non scatta. Per la macchina è equivalente ad abilitare lo scatto senza obiettivo montato. Sulle Sony Nex e Alpha il comando si chiama Release w/o lens (without lens) e deve essere settato su "enable":

MENU → (Custom Settings) → [Release w/o Lens] → Enable

Il funzionamento in manuale
Nel mirino OLED o sullo schermo LCD della mirrorless la luminosità dell'immagine si può regolare a vista. Una volta selezionato il funzionamento in manuale si regolerà il tempo di posa (con l'anello posteriore nel caso delle Sony) ed eventualmente gli ISO fino a che la immagine apparirà corretta sullo schermo o nel mirino. Se l'obiettivo ha anche la ghiera di regolazione del diaframma si potrà regolarlo a vista anch'esso.

Il funzionamento in semi-automatismo
E' possibile anche preservare l'automatismo di ripresa impostando il funzionamento a priorità dei diaframmi. Il diaframma prioritario sarà quello impostato sull'obiettivo (o la tutta apertura) e la macchina regolerà i tempi. In più potremo regolare gli ISO se la luminosità è troppa o i tempi sono troppo lunghi.

L'autofocus non c'è
Questa è la limitazione maggiore perché si perdono anche le varie funzionalità di assistenza alla messa a fuoco e il mirino della mirrorless non ha gli ausili delle vecchie macchine come il telemetro a sdoppiamento d'immagine o ad immagine spezzata. Per ovviare a questa limitazione e mettere a fuoco con la massima precisione, come è richiesto dal fatto di operare a piena apertura (e quindi con minima profondità di campo) bisogna ricorrere ad una funzionalità presente in genere in queste macchine fotografiche, chiamata di solito Manual Focus Assistant o MF Assistant. Attivandola, la immagine nel mirino si ingrandisce alla sola parte centrale consentendo una agevole messa a fuoco.
Normalmente però questa funzionalità si attiva automaticamente toccando la ghiera di messa a fuoco selezionando il funzionamento in manuale o assistito, e questo non è possibile con un obiettivo ignoto.

Bisogna quindi accoppiarla ad un comando fisico della macchina, se questo non è previsto.
Sulle Sony Nex e Alpha queso è possibile con la funzione di menu "custom settings" personalizzando ad esempio per una diversa funzione il pulsante AEL (blocco dell'esposizione):

MENU -> [Setup] -> [Custom Key Settings] -> Assigns functions to the soft keys using [Func. of AEL button]

In alternativa si può sfruttare un'altra funzionalità tipica di queste macchine semi-professionale, ovvero la visualizzazione della gamma dinamica (dynamic range). Nel mirino o nello schermo vengono mostrate come lampeggianti le aree che superano la gamma dinamica disponibile, ma questo calcolo è possibile solo su aree definite, quindi a fuoco. Muovendo la ghiera di messa a fuoco ci si può quindi fermare quando sul particolare che avevamo prescelto per la messa a fuoco (e che quindi era certamente assai contrastato) si comincia a vedere il lampeggio.

Sony Nex-6 con obiettivo Canon EF 1.8 / 50 mm e adattatore semplice

Una immagine di prova scattata con l'obiettvo Canon
Un particolare ingrandito al 100% (corrispondente ca. a un poster 70x100 cm)
per verificare la correttezza della messa a fuoco